Cresce l’offerta espositiva del Museo Archeologico

Il Museo Archeologico di Artimino amplia la sua offerta espositiva con l’ingresso di oltre ottanta oggetti d’avorio restaurati negli ultimi anni, che entrano ufficialmente a far parte della sua collezione permanente. Si tratta di piccoli manufatti – statuette, testine, placchette decorative, pissidi – caratterizzati da un’eccezionale qualità esecutiva e da una notevole varietà e originalità iconografica, opera di maestranze altamente specializzate. Provengono tutti dalla necropoli di Comeana e in particolare dal tumulo principesco di Montefortini, dove nella seconda metà del Novecento è stato rinvenuto un corredo funerario sontuoso e raffinato. Questi preziosi reperti offrono una eccezionale testimonianza dell’altissimo livello economico e culturale raggiunto dalle élites etrusche del territorio in età orientalizzante, intorno alla metà del VII secolo a.C. Nel 2024 gli avori erano stati presentati al pubblico nell’àmbito di una mostra temporanea, prima di trovare la loro collocazione definitiva nel museo comunale intitolato al compianto Francesco Nicosia.

Il restauro è stato effettuato grazie a un rilevante contributo della Confederazione Elvetica – Ufficio federale della Cultura, all’interno di un progetto promosso dalla SABAP (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio) per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato e realizzato in collaborazione con il Comune di Carmignano. L’intervento di restauro, che si è svolto presso il laboratorio di Gonfienti, ha comportato un certosino lavoro di recupero che ha coinvolto numerosi professionisti, impegnati nella ricomposizione di circa diecimila frammenti. La campagna è stata curata da Laura Benucci e Agnese La Torrata con la consulenza di Franco Cecchi, che ha collaborato anche al nuovo allestimento. I disegni si devono a Lapo Baglioni, il video a Michele Boncompagni e Sublime Tecnologico srl con Lorenza Becchi, le fotografie alla Soprintendenza SABAP di Firenze, mentre Maria Chiara Bettini e Massimo Tarantini si sono occupati della parte scientifica.

L’ampliamento della collezione permanente si inserisce tra gli eventi del Progetto Etruschi 85-25 promosso dalla Regione Toscana con AMAT (Associazione Musei Archeologici Toscani) e rappresenta un nuovo, importante traguardo nel processo di valorizzazione e fruizione dello straordinario patrimonio archeologico del territorio legato al centro etrusco di Artimino, in cui sono attivi in maniera sinergica il Comune di Carmignano – Assessorato alla Cultura, la Soprintendenza SABAP per la città metropolitana di Firenze e la provincia di Prato e la Direzione Regionale Musei Nazionali della Toscana – Direzione del Tumulo di Montefortini a Comeana. “Carmignano continua ad essere simbolicamente la capitale della civiltà etrusca della nostra provincia – ha dichiarato il sindaco di Carmignano, Edoardo Prestanti, durante la cerimonia inaugurale, avvenuta lo scorso 13 marzo –. Dopo il nuovo centro didattico oggi qui ad Artimino inauguriamo l’ampliamento della mostra permanente degli avori principeschi della tholos di Montefortini, reperti importantissimi per tramandare alle future generazioni l’arte e la storia di una delle civiltà alla base della nazione italiana”. (Barbara Prosperi – la foto utilizzata a corredo del testo è stata originariamente pubblicata sulla pagina Facebook del Comune di Carmignano).

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