Delle tombe gentilizie che si ergevano ai piedi del colle di Artimino, a Comeana, rimane anzitutto il grande tumulo di Montefortini: la collinetta artificiale conserva all’interno due distinte sepolture a camera e ne è il monumento principe. Una delle due tombe è a pianta circolare (tholos) coperta a falsa cupola e con pilastro centrale, lungo corridoio di accesso scoperto, vestibolo coperto e “terrazza-altare”, datata intorno alla metà del VII secolo a.C.. L’altra possiede invece una pianta rettangolare, è coperta con lastre aggettanti a falsa volta, ha un vestibolo ed un corridoio scoperto ed è più recente di almeno un cinquantina d’anni. Entrambe le sepolture hanno restituito preziosi corredi: splendidi oggetti d’osso e d’avorio finemente decorati, armi di ferro, monili di bronzo ed oro, vasellame di bucchero e cinerari d’impasto, oltre ad un eccezionale coppa di vetro blu (dalla prima tomba) ed un frammento di fiaschetta egizia dalla seconda.
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