Florio Londi nasce il 24 febbraio 1926 a Santa Cristina a Mezzana in una famiglia di umili origini, e dopo aver perso il padre in tenera età è costretto ad inserirsi precocemente nel mondo del lavoro. Abbandona pertanto gli studi al termine della quarta elementare e negli anni esercita la professione di calzolaio, trova occupazione nel settore tessile, apre un’attività nella lavorazione della maglieria.
Durante il periodo adolescenziale inizia a sviluppare una forte passione per la poesia – soprattutto per quella cantata, in ottava rima – e portando avanti una formazione da autodidatta comincia a studiare la storia antica e la mitologia greco-romana e a leggere con avidità i classici della letteratura di tutti i tempi.
In breve inanella opere capitali come la “Bibbia”, i poemi omerici, le tragedie greche, l'”Eneide”, gli scritti di Orazio e quelli di Ovidio, la “Divina Commedia”, il “Canzoniere”, l'”Orlando innamorato”, l'”Orlando furioso”, la “Gerusalemme liberata”, “I promessi sposi” per poi nutrirsi dei poeti dell’Otto e Novecento come Foscolo, Leopardi, Carducci, Pascoli, Campana, Ungaretti, Montale, Quasimodo, Caproni, Luzi, Fortini, ed allargando infine i propri orizzonti ad autori contemporanei come Silone, Moravia, Carlo Cassola.
Il giovane Florio divora i libri con passione dedicando allo studio e alla lettura ogni momento libero della giornata, tanto che in età matura confesserà: “Mangiavo co’ i’ llibro sulla tavola e andavo a letto co’ i’ llibro su i’ comodino”. Disporre di un solido bagaglio culturale è all’epoca fondamentale per un poeta estemporaneo, dato che nell’ambito dei confronti tra bernescanti vengono spesso assegnati temi storici, mitologici e letterari su cui imbastire le serate.
E di serate lungo i decenni Londi ne colleziona tante, arrivando a confrontarsi con artisti del calibro di Roberto Benigni, Vittorio Gassman, Francesco Guccini, David Riondino. Nel 1985 compare su Rai Uno all’interno del programma “Di paesi e di città”, nella puntata intitolata “Contadini e poeti”, e nel 1986 pubblica la raccolta di poesie “L’età che non ebbi, l’età che non amai”. Si spegne il 1° settembre 1997. Dieci anni dopo esce postumo il volume “La vergine rima. Poesie giovanili” e il Comune di Carmignano gli intitola il giardino pubblico di Santa Cristina a Mezzana. (Barbara Prosperi)
Cliccando qui è possibile leggere la trascrizione dell’intervista fatta a Florio Londi da Giovanni Contini nel 1993
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