La Carmignano delle preghiere ‘private’
L’oratorio è un edificio solitamente di piccole dimensioni destinato alla preghiera e al culto privato di famiglie o comunità. Un tempo le ricche e nobili famiglie carmignanesi, quasi tutte di provenienza fiorentina, erano solite arricchire la propria dimora con un oratorio privato sia per comodità che per dare maggio lustro alla casata.
A Carmignano molti oratori sono riusciti a passare indenni attraverso i secoli, altri sono andati perduti e al loro posto sono sorti altri edifici. Il territorio è ricco di queste piccole opere d’arte memoria della pietà popolare di un tempo. Scopritele con noi.
Sant'Antonio: l'oratorio di Frigionaia
Antistante villa Novelli – posta in località detta Frigionaia – si trova l’oratorio di S. Antonio del XVII sec. La costruzione è a capanna, con tetto di legno, la facciata in pietra presenta una porta con timpano in pietra serena affiancato da due finestrelle incorniciate. In alto è visibile uno stemma settecentesco non leggibile nel disegno. Quattro gradini rotondi introducono nell’oratorio che così risulta rialzato dal piano terra.
L’oratorio appartenne in primis alla famiglia fiorentina dei Carnesecchi e il primo accenno alla sua presenza lo si ritrova in una visita pastorale del 1628.
Sull’altare vi era un bel dipinto della Vergine con S. Antonio e S. Pietro unitamente a due figure laiche (probabilmente i committenti) che il vescovo impose di rimuovere. Nuovi riferimenti si hanno solo nel 1811 quando l’oratorio è documentato come proprietà dei Bonsi e poi dei Nibbi. E’ descritto come un oratorio tenuto in modo molto decoroso.
L’oratorio di S. Antonio è posto in una splendida zona in aperta campagna e vi si arriva attraverso una stretta “strada bianca” fiancheggiata da un lato dal verde di un boschetto e dall’altro da campi di olivi.
Bibiografia
C.Cerretelli- M. Ciatti – M.G.Trenti antonelli, Le chiese di Carmignano e Poggio a Caiano, (Documenti n. 55-56-61), Calenzano 1994
Oratorio di S. Biagio e S.Maria, nel centro dei Carmignano
Nel comune di Carmignano esistevano, fino alla fine dell’Ottocento, alcuni oratori documentati di cui oggi non si trova più traccia; altri sono stati abbandonati, altri chiusi, altri ancora non hanno più un uso religioso.
L’oratorio di S. Biagio e S. Maria era posto nella parte inferiore di Carmignano in un luogo detto Poggio Vitoli dove si trova villa Rasponi-Spinelli. Costruito con molta probabilità nella seconda metà del XV secolo, ne troviamo traccia per la prima volta nella relazione delle visite pastorali del 1505 e del 1541. In quegli anni cominciò a deteriorarsi: una parte del tetto crollò, il resto rimase pericolante e puntellato. Qualche anno dopo l’oratorio risultava ormai diroccato e non vi si officiava più. In seguito venne unito al monastero fiorentino di San Frediano che ne curò i restauri. Nel XVII secolo risultava privo dei necessari arredi sacri e il vescovo minacciò di sequestrare i beni dell’oratorio se non si fosse provveduto all’occorrente.
Nel periodo compreso tra quando venne abbattuta la Pieve Vecchia nella zona del Castello e si diede inizio alla costruzione di quella nuova – la Pieve di S. Michele Arcangelo – per un certo tempo si usò come chiesa l’oratorio di S. Biagio e S. Maria dove però si celebravano solo alcune funzioni vista l’esiguità del luogo. L’oratorio infatti era non solo di piccole dimensioni, ma aveva il tetto di legno e la facciata senza intonaco: per questo era ritenuto inadeguato. Il ruolo di pieve perciò fu assunto temporaneamente dalla cappella o meglio dalla chiesa di S. Jacopo situata nel castello.
Nel 1778 S. Biagio divenne patronato della famiglia Spinelli, ma visto che l’oratorio era stato profanato, il patronato fu spostato nell’oratorio privato della villa. Nel 1895 l’oratorio fu trasformato – come ricorda Antonio Ricci nelle sue “Memorie” “in casa redditizia ancora esistente”.
Oratorio di San Giuseppe: l'oratorio di Fuccioli
L’oratorio di San Giuseppe, di proprietà della famiglia carmignanese dei Petracchi, fu costruito nel 1720 nei pressi della loro villa in località Fuccioli. Il luogo, posto al confine tra il comune di Carmignano e quello di Poggio a Caiano, prende nome dal pistoiese Vanni Fucci, che qui abitò tra il 1286 e il 1287, annoverato da Dante tra i “latrones” nel Canto XXIV dell’Inferno, («Io piovvi di Toscana, – poco tempo è, in questa gola fiera. Vita bestial mi piacque e non umana, sì come a mul ch’i’ fui; son Vanni Fucci – bestia, e Pistoia mi fu degna tana»). Si dice infatti che Vanni Fucci nel 1295 fu autore di un furto nella sacrestia della chiesa di Bonistallo.
Antonio Ricci nomina spesso nelle sue “Memorie” (1) i Petracchi, protagonisti delle vicende di Carmignano. In un documento del 1685 relativo ad una causa in cui si doveva stabilire chi fossero le “dodici famiglie de’ più vecchi et antichi del Comune” cita, insieme ad altri, i Petracchi. Questa famiglia faceva infatti parte delle Dodici Famiglie dette “di Parentado” alle quali erano riservate le cariche del Comune fin dalla sua fondazione nel XIV secolo2. I Petracchi erano proprietari anche di villa La Torre a Montalbiolo e qui don Antonio Petracchi fece costruire una cappella nella chiesa di S. Lorenzo.
Nella visita pastorale del 1725 l’oratorio di S. Giuseppe è detto “nuovo” (2) essendo stato costruito solo pochi anni prima e viene descritto come “ben tenuto”. Nella visita del 1778 si annota che è piccolo e pulito, con il soffitto a volta e un altare arricchito da un dipinto rappresentante il Transito di S. Giuseppe. All’inizio dell’Ottocento, dopo un periodo in cui sembra andare in rovina, grazie all’intervento della famiglia Petracchi l’oratorio ritorna in buone condizioni. Dopo un cambio di proprietà passa alla famiglia Guicciarelli che vi introduce l’immagine e la devozione della Madonna delle Salette (3). Il priore di Bonistallo, invitato dal vescovo a fare un sopralluogo nella cappella, nel 1868 riferisce che “l’altare in pietra è in buono stato con la rispettiva pietra consacrata, ma il resto della fabbrica ha bisogno di nuovo di restauro e di qualche lavoro per togliere l’umidità dal pavimento e dalle mura interne”(4). L’oratorio di S. Giuseppe, su ordine del vescovo, resta interdetto fino all’inizio dei nuovi lavori. Nel 1890 la cappella cessa di uffiziare.
Con un salto nel tempo arriviamo ai nostri giorni. A tutt’oggi villa ed oratorio appaiono in uno stato di completo abbandono. L’oratorio di San Giuseppe negli anni era divenuto un granaio, il che fa presumere che la proprietà Petracchi sia stata abitata per un certo periodo di tempo anche da contadini i quali forse, come molti altri carmignanesi, negli anni ’60 del Novecento abbandonarono la terra per andare a lavorare in fabbrica.
Bibiografia
1. A. Ricci, Memorie storiche del Castello e del Comune di Carmignano, Prato 1895, p. 386
2. C. Cerretelli, M. Ciatti, M.G. Trenti Antonelli, Le chiese di Carmignano e Poggio a Caiano, Prato 1994, pp. 335-36
3. Le Salette è una località francese dove nel 1846 apparve la Madonna
4.Ibidem
Testi di Daniela Nucci